
Una cassetta degli attrezzi: laboratori di formazione
14 Ottobre 2024 @ 9:30 - 17:30 CEST
Per ogni servizio c’è bisogno degli attrezzi giusti: una giornata per approfondire alcuni temi che si incontrano quotidianamente nel lavoro sociale. Vengono proposti 5 laboratori che si ripetono al mattino e al pomeriggio, dando l’opportunità di partecipare a 2 di essi nell’arco della giornata.
- Quale accesso ai servizi sanitari per i cittadini non italiani?
A cura di Camminare Insieme e Medici Senza Frontiere
Il laboratorio sull’accesso ai servizi sanitari vuole, attraverso la discussione di alcuni casi concreti, dare degli strumenti per capire la posizione delle persone che si rivolgono agli sportelli rispetto al servizio sanitario. Hanno diritto all’iscrizione al SSN? Possono avere la tessera STP o ENI? Sono in situazioni ancora diverse? Come incidono il permesso di soggiorno, la residenza, il possesso del C.F. rispetto alla loro posizione sanitaria? Inquadrare correttamente la loro situazione e capire quali sono i loro diritti è importante per capire su quali risorse si può contare per tutelare la loro salute.
Sono strumenti utili per chiunque lavori nell’accoglienza e nel segretariato sociale.
Coordinamento di Maria Grazia Bosello e Enrica Guglielmotti, Camminare Insieme.
- Non si affitta a stranieri: difficoltà e opportunità dell’abitare a Torino
A cura del progetto “La Comunità è di Casa”
Il Laboratorio ci aiuterà ad aumentare la competenza rispetto alle problematiche inerenti la fragilità abitativa, le tempistiche e le modalità inerenti lo sfratto, gli strumenti a disposizione per il supporto all’abitare. Il laboratorio prevede una parte teorica introduttiva e dei lavori in gruppo su casi studio realmente presi in carico dal progetto di prevenzione agli sfratti “La comunità è di casa”
Interverranno: Paola Sacco, architetta sociale Fondazione di Comunità Porta Palazzo; Ivano Casalegno, operatore territoriale Associazione Arteria; Alice Pasquero, avvocata ASGI, e intervento a cura dell’Area Casa della Fondazione Don Mario Operti.
- Mettersi in ascolto: un servizio sulla soglia
A cura di Silvana Quadrino, psicologa, psicoterapeuta, trainer counsellor, supervisor counsellor, formatrice e responsabile progettazione e formazione in ambito sanitario, Istituto CHANGE
L’ascolto è l’attività che più di tutte svolgiamo nei nostri servizi ma non sempre è facile e spesso ci mette in discussione: ascoltiamo storie, a volte pianti, a volte silenzi. Il laboratorio ci aiuterà a capire meglio come e cosa ascoltare quando incontriamo le persone. Cosa fare quando non sappiamo che risposte dare, quando non abbiamo la soluzione? Come attuare un ascolto attivo anche senza avere “la risposta”? Come si fa ad ascoltare? Cosa vuol dire, infine, ascoltare?
- La maturità emotiva tra ragione e sentimento
A cura di Claudia Piccardo, professore ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all’Università degli Studi di Torino
Di cosa parliamo quando parliamo di emozioni? E di sentimenti? Sappiamo dare un nome a essi? È possibile e auspicabile esprimerli con esattezza dando la misura di ciò che pensiamo, sentiamo e soffriamo, della necessità che ci incalza oppure è preferibile tenerli per noi? Quali i criteri per distinguere l’opportunità di esprimerli e parlarne piuttosto che controllarli, reprimerli? Esiste l’intelligenza delle emozioni? C’è una loro stoltezza? Qual è la via della saggezza e della maturità emotiva?
- Guida nel labirinto quotidiano del diritto dell’immigrazione
A cura di Irene Pagnotta e Carla Landri, avvocate
Attraverso l’esposizione di casi concreti, il laboratorio è volto a dare una panoramica delle differenti tipologie di titoli di soggiorno e diritti ad essi connessi, nonché a comprendere quali sono le soluzioni prospettabili a coloro i quali sono irregolari sul territorio.
- Progettare un corso di italiano
A cura di Teresa Alberto, Michela Borio, Vanda Losco e Patrizia Rickler
Progettare un corso di italiano significa porre un’attenzione particolare ai bisogni specifici di un’utenza differenziata per genere, anzianità migratoria, profilo di competenza linguistica, livelli di scolarità acquisita nel Paese di origine.
Imparare la lingua del Paese di accoglienza è certamente un elemento essenziale del processo di inclusione: significa non solo avere la certezza di potersi muovere in autonomia e di soddisfare i propri bisogni primari di vita, ma anche partecipare pienamente alle attività della società ospitante e interagire adeguatamente in situazioni in cui è in gioco l’esercizio dei propri diritti e doveri.
Imparare una lingua è un “affare di cuore”, è un’emozione che coinvolge alfabeti, sguardi, lingue.
È un emozione che ci coinvolge tutti… Chi insegna a chi?

